<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>

<channel>
	<title>Società Italiana di Psicoeducazione</title>
	<atom:link href="http://www.psicoeducazione.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.psicoeducazione.org</link>
	<description>L'educazione alla salute mentale</description>
	<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 12:06:08 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.5.1</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Kabat Zinn a Torino</title>
		<link>http://www.psicoeducazione.org/2008/10/08/kabat-zinn-a-torino/</link>
		<comments>http://www.psicoeducazione.org/2008/10/08/kabat-zinn-a-torino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 22:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Spagnulo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News salute mentale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicoeducazione.org/?p=115</guid>
		<description><![CDATA[Due giorni con Jon Kabat Zinn, il pioniere della utilizzazione della mindfulness nella salute mentale: il 15 ottobre una lettura pubblica ed il 16 ottobre un corso intensivo.
Workshop esperienziale 16 ottobre 2008
&#8220;Mindfulness, una giornata di pratica insieme a Jon Kabat-Zinn&#8221;
Torino (h 9.30-17.00),
luogo: Reale Società Ginnastica di Torino, via Magenta 11
Per ulteriori informazioni vai al sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due giorni con Jon Kabat Zinn, il pioniere della utilizzazione della mindfulness nella salute mentale: il 15 ottobre una lettura pubblica ed il 16 ottobre un corso intensivo.</p>
<p>Workshop esperienziale 16 ottobre 2008<br />
&#8220;Mindfulness, una giornata di pratica insieme a Jon Kabat-Zinn&#8221;<br />
Torino (h 9.30-17.00),<br />
luogo: Reale Società Ginnastica di Torino, via Magenta 11</p>
<p>Per ulteriori informazioni vai al sito dell&#8217;<a href="http://www.mindfulnessitalia.it/2008/07/mindfulness_jon_kabatzinn_a_to.html">AIM</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicoeducazione.org/2008/10/08/kabat-zinn-a-torino/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Abbiamo bisogno di meditare</title>
		<link>http://www.psicoeducazione.org/2008/10/06/abbiamo-bisogno-di-meditare/</link>
		<comments>http://www.psicoeducazione.org/2008/10/06/abbiamo-bisogno-di-meditare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 20:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Spagnulo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sanità pubblica]]></category>

		<category><![CDATA[jon kabat zinn]]></category>

		<category><![CDATA[meditazione]]></category>

		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>

		<category><![CDATA[salute]]></category>

		<category><![CDATA[vipassana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicoeducazione.org/?p=95</guid>
		<description><![CDATA[Ho letto un bellissimo ed accorato commento su un blog tanto ricco quanto interessante. Sto parlando di www. francescaperna.it e del commento di Elena Salmoirago, all&#8217;indirizzo http://www.francescaperna.it/2008/06/08/cuore-e-meditazione/#comment-76
Il commento è un invito intelligente, sobrio, disincantato, per nulla ideologico, per nulla confusamente &#8220;alternativo&#8221;, è un richiamo alla nostra natura e alla nostra storia. E&#8217; un invito a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto un bellissimo ed accorato commento su un blog tanto ricco quanto interessante. Sto parlando di <a href="http://www.francescaperna.it">www. francescaperna.it</a> e del commento di Elena Salmoirago, all&#8217;indirizzo <a href="http://www.francescaperna.it/2008/06/08/cuore-e-meditazione/#comment-76">http://www.francescaperna.it/2008/06/08/cuore-e-meditazione/#comment-76</a></p>
<p>Il commento è un invito intelligente, sobrio, disincantato, per nulla ideologico, per nulla confusamente &#8220;alternativo&#8221;, è un richiamo alla nostra natura e alla nostra storia. E&#8217; un invito a meditare.</p>
<p>Ma cosa vuol dire meditare?</p>
<p>Jon Kabat Zinn è lo studioso che ha il merito di aver introdotto e sponsorizzato l&#8217;ingresso dell&#8217;antica arte della meditazione di consapevolezza nel grande circuito della scienza. La scienza vera. Quella che misura, valuta, studia, osserva e sperimenta. I risultati del suo lavoro sono entusiasmanti. La scienza ha scoperto che la meditazione fa bene. Fa bene alla salute, fa bene al cervello, fa bene all&#8217;anima.</p>
<p>Fa bene al pianeta.</p>
<p>In una conferenza introduttiva che Jon Kabat Zinn ha tenuto a Google, cioè nel tempio della tecnologia contemporanea e globale, le parole per definirla sono state tre: accordare gli strumenti. Anche la migliore orchestra del mondo, dice Kabat Zinn, non può evitare di accordare gli strumenti prima di iniziare a suonare.</p>
<p>Meditare è come accodarsi con se stessi, sintonizzarsi con il corpo e la mente, armonizzarsi per agire nel mondo.</p>
<p>E per farlo basta poco. Anzi, basta niente. Perché la meditazione è l&#8217;arte del non fare, l&#8217;arte di ascoltare, sentire, vedere, odorare ciò che è, esattamente come è, nel momento in cui è.</p>
<p>Sì, Dottoressa Salmoirago, lei ha ragione: abbiamo tutti un disperato bisogno di meditare.</p>
<p>Pietro Spagnulo</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicoeducazione.org/2008/10/06/abbiamo-bisogno-di-meditare/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Efficacia dell&#8217;ACT nella fobia sociale</title>
		<link>http://www.psicoeducazione.org/2008/10/04/efficacia-dellact-nella-fobia-sociale/</link>
		<comments>http://www.psicoeducazione.org/2008/10/04/efficacia-dellact-nella-fobia-sociale/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 16:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Spagnulo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

		<category><![CDATA[ansia sociale]]></category>

		<category><![CDATA[Disturbi d'ansia]]></category>

		<category><![CDATA[fobia sociale]]></category>

		<category><![CDATA[panico e fobie]]></category>

		<category><![CDATA[terapia]]></category>

		<category><![CDATA[timidezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicoeducazione.org/?p=93</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;ACT (Acceptance and Commitment Therapy) è considerata uno dei più interessanti approcci della terapia cognitivo comportamentale di terza generazione. Basata sulla mindfulness, l&#8217;ACT basa i suoi interventi su un progressivo allentamento a riconoscere l&#8217;attività mentale in quanto tale e a non identificarsi in essa. Allo stesso tempo viene coltivato un significativo impegno nei propri obiettivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong><a href="http://www.psicoeducazione.org/psicoterapie/act-acceptance-and-commitment-therapy/">ACT</a></strong> (Acceptance and Commitment Therapy) è considerata uno dei più interessanti approcci della terapia cognitivo comportamentale di terza generazione. Basata sulla mindfulness, l&#8217;ACT basa i suoi interventi su un progressivo allentamento a riconoscere l&#8217;attività mentale in quanto tale e a non identificarsi in essa. Allo stesso tempo viene coltivato un significativo impegno nei propri obiettivi di vita, favorendo in tal modo l&#8217;esposizione.</p>
<p>Uno studio pubblicato su Behavior Modification, v31 n5 p543-568 2007 ha preso le mosse dal rilievo di un certo numero di pazienti che non ha tratto beneficio dalla terapia cognitivo comportamentale, oppure continua ad avere difficoltà in alcune aree dopo il trattamento. L&#8217;ACT ha mostrato efficacia anche nel periodo successivo al trattamento nel ridurre significativamente i sintomi di ansia sociale e nel migliorare la qualità della vita.</p>
<p>Consulta anche</p>
<p><a href="http://www.psicoeducazione.org/psicoterapie/act-acceptance-and-commitment-therapy/">Il nostro articolo sull&#8217;ACT</a></p>
<p><a href="http://www.act-italia.org/doceboCms/">Act italia</a></p>
<p><a href="http://www.contextualpsychology.org/">Contextual psychology</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicoeducazione.org/2008/10/04/efficacia-dellact-nella-fobia-sociale/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Videointervista su Ansia e panico</title>
		<link>http://www.psicoeducazione.org/2008/09/11/ansia-e-panico/</link>
		<comments>http://www.psicoeducazione.org/2008/09/11/ansia-e-panico/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 19:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Spagnulo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Videointerviste]]></category>

		<category><![CDATA[Disturbi d'ansia]]></category>

		<category><![CDATA[disturbo di panico]]></category>

		<category><![CDATA[filmato]]></category>

		<category><![CDATA[panico]]></category>

		<category><![CDATA[panico e fobie]]></category>

		<category><![CDATA[psicoterapia panico]]></category>

		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicoeducazione.org/?p=88</guid>
		<description><![CDATA[Guarda la VIDEOINTERVISTA a Pietro Spagnulo sull&#8217;ansia ed il panico.
Cosa sono, come si manifestano e come si curano.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guarda la <strong><a href="http://www.psicoeducazione.org/videointerviste/ansia-e-panico/">VIDEOINTERVISTA</a></strong> a <a href="http://www.ecomind.it/pietro_spagnulo/info_pietro_spagnulo.html" target="_blank">Pietro Spagnulo</a> sull&#8217;<strong>ansia ed il panico</strong>.<br />
Cosa sono, come si manifestano e come si curano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicoeducazione.org/2008/09/11/ansia-e-panico/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>I Convegno Internazionale sull&#8217;Autismo</title>
		<link>http://www.psicoeducazione.org/2008/09/08/i-convegno-internazionale-sullautismo/</link>
		<comments>http://www.psicoeducazione.org/2008/09/08/i-convegno-internazionale-sullautismo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 07:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Spagnulo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News salute mentale]]></category>

		<category><![CDATA[autismo]]></category>

		<category><![CDATA[convegni]]></category>

		<category><![CDATA[convegno autismo]]></category>

		<category><![CDATA[Enrico Micheli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicoeducazione.org/?p=87</guid>
		<description><![CDATA[Primo convegno internazionale
AUTISMO
ASPETTI CLINICI E INTERVENTI PSICOEDUCATIVI
29 e 30 settembre 2008 (Palazzo dei Congressi di Riva del Garda – TN)
Il Convegno è dedicato alla memoria di Enrico Micheli, lo &#8220;psicologo dei bambini&#8221; recentemente scomparso, per il suo importante contributo scientifico, professionale e umano nel campo dell&#8217;autismo.
Per il Programma del Convegno e tutte le informazioni si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Primo convegno internazionale</p>
<p>AUTISMO<br />
ASPETTI CLINICI E INTERVENTI PSICOEDUCATIVI</p>
<p>29 e 30 settembre 2008 (Palazzo dei Congressi di Riva del Garda – TN)</p>
<p>Il Convegno è dedicato alla memoria di Enrico Micheli, lo &#8220;psicologo dei bambini&#8221; recentemente scomparso, per il suo importante contributo scientifico, professionale e umano nel campo dell&#8217;autismo.</p>
<p>Per il Programma del Convegno e tutte le informazioni si rimanda a:<br />
AIAMC<br />
Associazione Italiana di Analisi e<br />
Modificazione del Comportamento e<br />
Terapia Comportamentale e Cognitiva<br />
_________________________________<br />
AIAMC c/o ASIPSE<br />
Via Settembrini 2<br />
20124 MILANO<br />
Tel. &amp; Fax 02-29521105 Q<br />
Mobile 338-6433486 MAR-MER-GIO ore 10-12<br />
<a href="mailto: aiamc@libero.it">aiamc@libero.it<br />
</a><a href="http://www.aiamc.it">www.aiamc.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicoeducazione.org/2008/09/08/i-convegno-internazionale-sullautismo/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Un americano su venti soffre di depressione</title>
		<link>http://www.psicoeducazione.org/2008/09/06/un-americano-su-venti-soffre-di-depressione/</link>
		<comments>http://www.psicoeducazione.org/2008/09/06/un-americano-su-venti-soffre-di-depressione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 08:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Spagnulo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News salute mentale]]></category>

		<category><![CDATA[america]]></category>

		<category><![CDATA[depressione]]></category>

		<category><![CDATA[società]]></category>

		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>

		<category><![CDATA[tristezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicoeducazione.org/?p=86</guid>
		<description><![CDATA[Uno studio pubblicato il 5 settembre sembra ribaltare l&#8217;opinione corrente in tema di statistiche della depressione. Se risultassero confermati i risultati di questo studio, un americano su venti soffrirebbe di sintomi depressivi tali da interferire con la propria attività lavorativa o sociale.
Un altro dato interessante è l&#8217;alta percentuale di persone che, pur soffrendo di depressione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio pubblicato il 5 settembre sembra ribaltare l&#8217;opinione corrente in tema di statistiche della depressione. Se risultassero confermati i risultati di questo studio, un americano su venti soffrirebbe di sintomi depressivi tali da interferire con la propria attività lavorativa o sociale.</p>
<p>Un altro dato interessante è l&#8217;alta percentuale di persone che, pur soffrendo di depressione, non si rivolge a medici o professionisti per cercare una soluzione. La ragione di questo dato sembra legata ad una serie di fattori. Innanzitutto il non riconoscimento della depressione come un problema di salute. Poi la scarsa fiducia nei trattamenti. Infine il fatto che i problemi si salute mentale non sono solitamente protetti dalle assicurazioni americane.</p>
<p>Lo studio è riportato da <a href="http://www.medscape.com/viewarticle/580108?src=mpnews&amp;spon=12&amp;uac=95770MT">Medscape - Psychiatry &amp; Mental Health</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicoeducazione.org/2008/09/06/un-americano-su-venti-soffre-di-depressione/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il Mind &#038; life institute</title>
		<link>http://www.psicoeducazione.org/2008/08/13/il-mind-life-institute/</link>
		<comments>http://www.psicoeducazione.org/2008/08/13/il-mind-life-institute/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 10:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicoeducazione.org/?p=78</guid>
		<description><![CDATA[Nel 1987 nasce ufficialmente un progetto, le cui basi erano state preparate già da molti anni prima, che mira a favorire un interscambio fruttuoso tra la mentalità e gli strumenti di rigore scientifico e sperimentale  occidentale e la millenaria tradizione meditativa buddista.
Alla base di questo interscambio vi è l&#8217;idea che le neuroscienze e le scienze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1987 nasce ufficialmente un progetto, le cui basi erano state preparate già da molti anni prima, che mira a favorire un interscambio fruttuoso tra la mentalità e gli strumenti di rigore scientifico e sperimentale  occidentale e la millenaria tradizione meditativa buddista.</p>
<p>Alla base di questo interscambio vi è l&#8217;idea che le neuroscienze e le scienze del comportamento occidentali hanno fatto enormi progressi nel campo sperimentale, ma sono molto limitate dal punto di vista della descrizione della esperienza soggettiva. Il buddismo, grazie alla millenaria e profonda esperienza di osservazione della esperienza cosciente, può fornire uno straordinario strumento che supera la necessità della oggettivazione esterna, in quanto introduce l&#8217;elemento della osservazione &#8220;dall&#8217;interno&#8221;, ciò che noi chiameremmo &#8220;soggettività&#8221;.</p>
<p>Ma la soggettività che pone le sue basi nella tradizione meditativa buddista non è &#8220;relativismo&#8221;. Piuttosto, la pratica meditativa (vedi <strong><a href="http://www.psicoeducazione.org/psicoterapie/mindfulness/">mindfulness</a></strong>) ha imposto nel tempo rigorosissimi metodi ed esercizi per osservare con precisione microscopica l&#8217;ambito della esperienza soggettiva.</p>
<p>L&#8217;attuale profonda rivoluzione nel campo della psicoterapia che sta attraversando le scienze cognitive può essere considerata un&#8217;articolazione di questa collaborazione. Alcuni protocolli di psicoterapia  - come l&#8217;MBSR e l&#8217;MBCT (Mindfulness Based Stress Reduction e Mindfulness Based Cognitive Therapy) - hanno dato risultati fruttuosi ed incoraggiano molti ricercatori e psicoterapeuti a proseguire nel loro lavoro di integrazione delle scienze cognitive con la meditazione di consapevolezza.</p>
<p>Il Mind &amp; Life institute vanta la collaborazione di ricercatori di fama internazionale ed svolge una intensa attività pubblica. Per chi legge l&#8217;inglese, consiglio di consultare il bellissimo sito dell&#8217;organizzazione: <strong><a href="http://www.mindandlife.org/">www.mindandlife.org<br />
</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicoeducazione.org/2008/08/13/il-mind-life-institute/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Nuovi orientamenti nella terapia della schizofrenia</title>
		<link>http://www.psicoeducazione.org/2008/07/21/nuovi-orientamenti-nella-terapia-della-schizofrenia/</link>
		<comments>http://www.psicoeducazione.org/2008/07/21/nuovi-orientamenti-nella-terapia-della-schizofrenia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 22:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Spagnulo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Disturbi e problemi psicologici]]></category>

		<category><![CDATA[Psicosi e Schizofrenia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicoeducazione.org/?p=71</guid>
		<description><![CDATA[Nel corso dell&#8217;ultimo decennio gli sforzi dei ricercatori stanno seguendo alcune direttive:
1. L&#8217;identificazione di sottotipi di disturbi mentali in modo da evidenziare con maggiore capacità di previsione l&#8217;efficacia di una terapia rispetto ad un&#8217;altra. Per quanto riguarda la schizofrenia, sembra sempre più evidente che la componente genetica gioca un ruolo importante almeno nella stessa misura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso dell&#8217;ultimo decennio gli sforzi dei ricercatori stanno seguendo alcune direttive:</p>
<p>1. L&#8217;identificazione di sottotipi di disturbi mentali in modo da evidenziare con maggiore capacità di previsione l&#8217;efficacia di una terapia rispetto ad un&#8217;altra. Per quanto riguarda la schizofrenia, sembra sempre più evidente che la componente genetica gioca un ruolo importante almeno nella stessa misura del ruolo dell&#8217;ambiente. Si moltiplicano dunque gli sforzi per identificare dei marcatori che possano in futuro identificare la tipologia del disturbo.</p>
<p>2. L&#8217;efficacia della terapia sembra avere un impatto maggiore quando viene iniziata precocemente. Dunque si ritiene che l&#8217;identificazione di segnali precoci della schizofrenia possa essere un elemento molto utile per iniziare il trattamento al più presto e dunque ottenere risultati sempre più soddisfacenti.<br />
In Italia la Dott.ssa Anna Meneghelli si occupa da molti anni del trattamento precoce della schizofrenia ed ha scritto, insieme ad Angelo Cocchi, un bel libro che ne spiega gli strumenti ed i risultati:</p>
<p>A. Meneghelli, A. Cocchi<br />
<a href="http://www.ibs.it/code/9788876407079/COCCHI-ANGELO/L-INTERVENTO-PRECOCE-TRA-PRATICA-RICERCA.html?shop=4321"><strong>L&#8217;intervento precoce tra pratica e ricerca</strong></a><a href="http://www.ibs.it/code/9788876407079/COCCHI-ANGELO/L-INTERVENTO-PRECOCE-TRA-PRATICA-RICERCA.html?shop=4321"><br />
Ordina da IBS Italia<br />
</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicoeducazione.org/2008/07/21/nuovi-orientamenti-nella-terapia-della-schizofrenia/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Che cos&#8217;è l&#8217;autostima</title>
		<link>http://www.psicoeducazione.org/2008/07/13/che-cose-lautostima/</link>
		<comments>http://www.psicoeducazione.org/2008/07/13/che-cose-lautostima/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 21:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Spagnulo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Disturbi e problemi psicologici]]></category>

		<category><![CDATA[Autostima e assertività]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicoeducazione.org/?p=56</guid>
		<description><![CDATA[Per migliorare l&#8217;autostima bisogna tener conto di due fattori fondamentali:
1. L&#8217;autostima influenza le nostre scelte, ma le nostre scelte influenzano l&#8217;autostima. Ad esempio, è vero che se l&#8217;autostima è vacillante si tende a non darsi da fare per migliorare alcune condizioni di vita, ma è anche vero che se non ci si dà da fare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per migliorare l&#8217;autostima bisogna tener conto di due fattori fondamentali:</p>
<p>1. <strong>L&#8217;autostima influenza le nostre scelte, ma le nostre scelte influenzano l&#8217;autostima</strong>. Ad esempio, è vero che se l&#8217;autostima è vacillante si tende a non darsi da fare per migliorare alcune condizioni di vita, ma è anche vero che se non ci si dà da fare, è molto difficile che l&#8217;autostima si accresca. Molte persone pensano di non avere possibilità di migliorarsi se <em>prima </em>non aumentano la propria autostima, ma è vero il contrario, l&#8217;autostima non migliorerà se non si lavora per migliorarsi.</p>
<p>2. <strong>L&#8217;autostima è la risultante di tante componenti</strong>. Ad esempio, si può essere bravi padri e pessimi pittori, geniali musicisti e scadenti marinai, intensi amanti e terribili giocatori di scacchi. Nessuno può eccellere in tutte le infinite possibili abilità e qualità umane. Molte persone si affliggono al minimo fallimento o alla minima difficoltà. Il problema in questi casi non è l&#8217;aumento dell&#8217;autostima, ma la riduzione della severità con cui ci si giudica.</p>
<p>Per informazioni più complete sull&#8217;argomento, vai alla pagina  <strong><a href="http://www.psicoeducazione.org/?page_id=51">autostima e assertività</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicoeducazione.org/2008/07/13/che-cose-lautostima/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Integrazione ed eclettismo</title>
		<link>http://www.psicoeducazione.org/2008/07/09/integrazione-ed-eclettismo/</link>
		<comments>http://www.psicoeducazione.org/2008/07/09/integrazione-ed-eclettismo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 10:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Spagnulo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicoeducazione.org/?p=39</guid>
		<description><![CDATA[Negli ultimi anni, nell&#8217;ambiente degli psicoterapeuti, si sente spesso parlare di integrazione tra tecniche e modelli.
L&#8217;intenzione è ottima (perché non mettere insieme ciò che è buono, invece di fare le lotte di quartiere?), ma i risultati sono spesso ambigui e poco soddisfacenti.
Il punto è che l&#8217;integrazione è una cosa difficile e spesso viene scambiata con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, nell&#8217;ambiente degli psicoterapeuti, si sente spesso parlare di integrazione tra tecniche e modelli.</p>
<p>L&#8217;intenzione è ottima (perché non mettere insieme ciò che è buono, invece di fare le lotte di quartiere?), ma i risultati sono spesso ambigui e poco soddisfacenti.</p>
<p>Il punto è che l&#8217;integrazione è una cosa difficile e spesso viene scambiata con un confuso eclettismo.</p>
<p>Un percorso di psicoterapia implica un inquadramento del caso ed un modello generale di intervento (qual è il problema, come si può affrontare e perché), e temo che molte &#8220;integrazioni&#8221; siano invece mere giustapposizioni di diverse tecniche e diversi modelli in un quadro poco coerente.</p>
<p>Al contrario, un vero modello integrato pone molti interrogativi, e richiede un gran lavoro teorico e clinico  sia per inquadrare il caso, sia per valutare il feedback.</p>
<p>Da qualche anno sto lavorando ad un modello integrativo di terapia cognitivo comportamentale, mindfulness ed EMDR e trovo che la sfida sia entusiasmante. Ma non consiglierei a nessun giovane terapeuta semplicemente di aggiungere una tecnica all&#8217;altra (un po&#8217; di tcc, un po&#8217; di mindfulness ed un po&#8217; di EMDR). Il risultato sarebbe solo di un eclettismo confusionario che, anche se può dare risultati clinici soddisfacenti, non consente comunque di capire cosa accade in terapia e dunque di crescere tecnicamente.</p>
<p>Le domande fondamentali a cui a mio avviso bisogna rispondere quando si &#8220;integrano&#8221; diversi approcci sono le seguenti:</p>
<p>Come si spiega all&#8217;interno di ciascun approccio il funzionamento dell&#8217;altro approccio?</p>
<p>Cosa aggiunge e dove si inserisce, in termini di modello di intervento e di obiettivi clinici, l&#8217;utilizzazione di un approccio all&#8217;interno di un percorso psicoterapeutico?</p>
<p>Perché non posso raggiungere gli stessi obiettivi senza effettuare questa integrazione?</p>
<p>Quali sono i limiti, in termini di modelli ed in termini tecnici, di ciascun approccio considerato?</p>
<p>Solo in presenza di ipotesi di lavoro che diano una risposta a queste domande, ha senso integrare. Altrimenti il lavoro di uno psicoterapeuta rischia di assomigliare ad un guazzabuglio di interventi da cui non si apprende nulla.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicoeducazione.org/2008/07/09/integrazione-ed-eclettismo/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
