di Paola Serravezza
Quando si verificano eventi che superano, in quel momento, la nostra capacità di reagire o di adattarsi, si verifica una condizione di stress traumatico.
Lo stress è, infatti, positivo quando è derivante da una sfida, un compito leggermente al di sopra della nostre abilità, è invece negativo quando la richiesta è eccessiva, soprattutto laddove non vi sia alcuna forma di controllo, dando luogo ad una sensazione di impotenza. Lo stress post-traumatico è la reazione normale di una persona normale a un evento anormale e dipende dalla percezione e senso di vulnerabilità e controllo sulla situazione di ciascuno.
Così, mentre lo stress post-traumatico è un meccanismo di sopravvivenza Il Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD) è una versione patologica di tale meccanismo.
I fattori che influiscono sull’entità della risposta dipendono:
dalla natura dell’evento ( catastrofi naturali, incidenti stradali, lutti)
livello di coinvolgimento (vicinanza fisica e psicologica)
livello del controllo che si ha durante l’evento
livello della minaccia o perdita
livello di assurdità
livello di preavviso
livello di stress nella propria vita
natura e grado di supporto sociale subito dopo l’evento (supporto di colleghi , amici e familiari) e possibilità di comunicazione
Esistono poi alcuni fattori che determinano una certa vulnerabilità di base alla possibilità di sviluppare un disturbo: si tratta di fattori genetici, disturbi mentali precedenti, traumi precedenti ed alcuni aspetti della personalità (ad esempio introversione).
I sintomi di un PTSD sono di tre tipi: sintomi intrusivi (pensieri, sogni, incubi sull’evento), sintomi di arousal (ansia, insonnia, ipervigilanza, scarsa concentrazione, etc.) e sintomi di evitamento (evitare posti e situazioni che in qualche modo possano far ricordare l’evento).
Cosa si può fare
Ridurre lo stress e ritornare alla routine il prima possibile, continuare a mantenere contatti interpersonali gratificanti per sentirsi nuovamente impegnati nella propria vita.
Parlare o scrivere delle proprie sensazioni, prevenire le percezioni negative di sè e ampliare la propria prospettiva /problem solving.
Le vostre reazioni sono normali, ma se persistono in modo evidente, ricercate un intervento professionale per aiutarvi a capire meglio in che modo l’incidente sta avendo ripercussioni sulla vostra vita e per lavorarci sopra.
Quando Chiedere aiuto
Quando si cominciano ad attuare degli evitamenti fobici degli stimoli che ricordano l’evento traumatico.
Lutto complicato, ossia quando ancora non si riesce ad accettare la perdita della persona cara nonostante sia passato molto tempo.
Episodi frequenti di rabbia eccessiva
Parecchie interruzioni del sonno/incubi frequenti
Forte ansia continuativa
Sintomi di depressione clinica
Compromissione significativa delle abililità di problem solving
Pensieri intrusivi fortemente disturbanti
Segnali d’allarme
Abuso di alcool/droghe
Isolamento significativo
Disperazione esistenziale/spirituale
Incapacità di lavorare, o di rimanere concentrato
Ideazioni suicidarie
Gravi sintomi di PTSD presenti a 3 mesi o più dal trauma, possono diventare cronici e contribuire ad un comportamento disadattivo. È pertanto necessario un intervento clinico attivo per prevenire lo sviluppo di PTSD
Come si Cura
Gli interventi terapeutici riconosciuti come i più efficaci ed individuati evidence based nel campo del trauma sono L’EMDR e la terapia cognitivo comportamentale focalizzata sul trauma (TFCBT)

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